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Come manipolare l’opinione pubblica per decenni

By Barbascura eXtra

Summary

Topics Covered

  • Amianto: minerale magico inestinguibile
  • Fibre amianto: microaghi inalabili
  • Frustrazione fagocitaria scatena infiammazione
  • Industria amianto ignora asbestosi Nelly
  • Amianto persiste: eredità tossica globale

Full Transcript

chiamato anche asbestos, un termine di origine greca che possiamo tradurre come inestinguibile. L'amianto era già

inestinguibile. L'amianto era già usatissimo nell'antichità, tanto che si pensa che Plio il Vecchio nel primo secolo dop Cristo che si riferisse proprio a questo minerale quando parlava di una pietra fibrosa resistente al

fuoco che dopo essere stata messa nelle fiamme torna più bianca di prima. Cit.

Sto amiando, ha un botto di proprietà stranissime, quasi magiche, come ci racconta questo film del 1970. Quale

altra roccia è mai stata considerata una sostanza vegetale? Quale altra roccia

sostanza vegetale? Quale altra roccia avrebbe potuto essere spacciata per la pelle di Salamandra? Quale altra roccia si sarebbe potuto credere che trae le sue qualità dall'azione del sole e dalla

vicinanza dei serpenti? Quale altra

roccia ha formato le vesti funebri degli imperatori? Lo stoppino delle lampade

imperatori? Lo stoppino delle lampade delle vergini vestali venendo chiamata pietra immacolata? Ed è per questo che a

pietra immacolata? Ed è per questo che a un certo punto abbiamo iniziato anche a mischiarlo col cemento. E lì

>> costruite la vostra dimora con l'amianto. Le sue fibre rinforzeranno il

l'amianto. Le sue fibre rinforzeranno il cemento. È forte, è duro come un

cemento. È forte, è duro come un balilla. Può essere usato come

balilla. Può essere usato come rivestimento per il tetto e resistere al fuoco persino di una fiamma viva. È

persino resistente all'acqua. Non si

degrada, non marcisce gente, non serve vernice per preservarlo, ma se vuoi puoi dipingerlo come più ti aggrada. Questo è

laamianto. Ma queste persone vestite da tenente colombo vivono nel futuro e hanno detetti da paura. Oh raga, siamo d'accordo che sto materiale spacca. Ha

rivoluzionato l'industria edile, un materiale che poteva essere venduto come attraente, facile da maneggiare, adattabile al design architettonico, resistente agli agenti atmosferici e che

non marcisce. Gli architetti un altro

non marcisce. Gli architetti un altro poco se lo volevano leccare e non ci vuoi costruire tipo tutto. Ma immagina

di stare pianificando di costruire la tua casa proprio come questa coppietta degli anni 50. È ovvio che ti fai tutto con sto materiale. Eh, scusa, è una questione di sicurezza.

Io vedo questo e mi indegno. E non

perché questi volevano crescere i bambini in mezzo all'amianto, no. In

quanto sti qua negli anni 50 si costruivano le proprie case sul terreno di proprietà, capito? Non vivevano nei monolocali che al catastro sono registrati come ascensori. No. E non

solo. Sti qua programmavano di avere una famiglia con sei bambini. Sei. Sai

quanto sono sei bambini? Tu non puoi permetterti nemmeno una casa, figuriamoci un figlio. Al massimo un gatto ti puoi permettere. Io non posso permettermi nemmeno dei vestiti da adulto, pensa te. Che bella la speculazione immobiliare, la recessione

economica. Bambini. E a proposito di

economica. Bambini. E a proposito di bambini, negli anni 50, non vi preoccupate, bimbi, la vostra cameretta sarà costruita di questo materiale estremamente resistente e innifugo.

Siete salvi dalle intemperie, dai mostri cattivi lì fuori in cambio di un carcinoma.

Ah, che vuoi che sia? E vabbè, sì, sembrava troppo bello per essere vero, eh. E infatti la vedete sta roba? I

eh. E infatti la vedete sta roba? I

minerali in questione sono fatti di fibre sottilissime, estremamente forti e flessibili e per quanto possa risultare compatto è molto facile da sfibrare.

Risulta soffice al tocco, spesso setoso e apparentemente si può sfibrare senza fine, all'infinito, ovviamente, per modo di dire, ma si possono arrivare a ottenere fibre invisibili ad occhio

umano. E lì a boh, magari è meglio non

umano. E lì a boh, magari è meglio non inalare roba del genere, che dite?

Le fibre di amianto hanno un diametro decine di volte più piccolo di quello di un capello umano. È una resistenza allatrazione superiore a quella dell'acciaio. Ora, immaginate che una

dell'acciaio. Ora, immaginate che una parte del vostro tetto rinforzato di amianto si danneggi e respirate questa bella polvere. Che succede? Succede che

bella polvere. Che succede? Succede che

queste fibre sottilissime, che sono facilissime da inalare, ma anche rigidissime, che non si spezzano manco se le minacciate, si comportano un po' come dei microaghi che penetrano nelle vie aeree del tuo corpo. La maggior

parte si infilzano nella zona nasale, restano intrappolate nel muco e poi vengono espulse attraverso lo starnuto, la tosse. Hai capito che è bello il

la tosse. Hai capito che è bello il mucco? Non lo trascurare, vuoi bene il

mucco? Non lo trascurare, vuoi bene il tuo mucco? E comunque lì, tutto sommato,

tuo mucco? E comunque lì, tutto sommato, vi è andata bene, ma una parte, la più fine, può superare il naso e finire nei bronchioli e negli alveoli polmonari. E

mannaggia. Ora, quando ci sono agenti estranei nel tuo corpo, visto che non è che al tuo corpo piacciano troppo, il tuo corpo è razzista, capito? arrivano i

macrofagi, delle grandi cellule immunitarie che agiscono come spazzino dell'organismo, inglobano e digeriscono agenti patogeni come batterie, virus e detriti, quindi inglobano pure questi

aghi che sono detriti esterni, no? Solo

che tutte ste fibre hanno dimensioni diverse. Alcune riescono a inglobarle e

diverse. Alcune riescono a inglobarle e lì a posto, ma altre per loro sono troppo lunghe, sono delle travi, non ci stanno nei macrofagi, quelli ci provano ma non ci stanno, >> non può entrare.

>> Tipo questo è il macrofago e questo è l'aggo, hai capito? E questo che deve fa'? Eh, trafitto per sempre. Il

fa'? Eh, trafitto per sempre. Il

macrofago non riesce a inglobarle, resta incastrato e così entra in uno stato di frustrazione fagocitaria che si dice così e mi fa molto ridere che io condivida la frustrazione con i miei

macrofagi. E questo a questo punto fa di

macrofagi. E questo a questo punto fa di tutto, di tutto è disperato, rilascia radicali liberi, richiama le altre cellule immunitarie, dice "Oh raga, aiutatemi", ma niente, la fibra non se ne va, resta lì e si crea

un'inflammazione cronica locale. Questi

aghi più grossi, quindi dove finiscono?

eh possono penetrare male altre cellule dei polmoni e lì eh beh, lì succede tutto quello che succede, soprattutto restano lì per sempre a continuare a fare danni, imperterriti. Quel che

dobbiamo capire è che l'amianto quindi non uccide perché è tossico, non è tossico, ma è come una microlama, un microago che ha penetrato le tue cellule, continua a penetrarle in eterno scatenando infiammazione cronica,

danneggiando il DNA, cosa che può portare a fibrosi e tumori anche dopo decenni. Quindi, ricapitolando, fibre

decenni. Quindi, ricapitolando, fibre sottilissime, quindi facili da inalare, e in grado di penetrare facilmente nei polmoni, rigidissime che non si spezzano manco se fumate il coccolino ed essendo

sostanzialmente un minerale, quindi una pietra, per intenderci, una roba che poi resiste al fuoco, credi che il tuo corpo riesca a eliminarle?

Tutto perfetto, no? Quindi facciamoci le camerette dei bambini.

E va che questo non è niente. I greci e i romani ci facevano i vestiti. I

vestiti di amianto. Nel Medioevo ci rivestivano le armature. Tu dirai:

"Vabbè, quelli che provano 18 anni per una carri e figurati se si preoccupavano dei danni sul lungo termine dell'amianto eppure tu c'hai ragione, ma ci sono modi peggiori per usarlo. Tipo questo è il

film Il mago di Oz del 1939 e quella neve non è neve, è amianto. 100% puro

amianto floccoso gettato in faccia a Castella Troop come se fosse la Golden Shower di Taylor Swift. Vabbè, avevano

usato l'amianto anche in altri elementi del set, che vuoi che sia, tra cui i costumi o i materiali protettivi, tutto era pieno di amianto. Una cosa comune, tra l'altro, ad Hollywood, lo sai?

Amianto, Hollywood amianto. Oggi però lo sanno pure i tombini. L'amianto fa male, malissimo. Certo, è vero. Sto quasi

malissimo. Certo, è vero. Sto quasi

dicendo una roba che è scontata, no? E

quindi alcuni di voi diranno "Ma perché quel figlio dirocca di barbacura se la sta pigliando con chi all'epoca non poteva sapere della sua pericolosità?" E

avete anche ragione. Antichi greci e romani in effetti non ne sapevano niente che l'esposizione all'amianto è legato a problemi respiratori o al tumore ai polmoni e alla sbestosi, ovvero la malattia polmonare cronica proprio

causata dall'inalazione delle fibre di amianto. Che ne sapevano? Quelli non

amianto. Che ne sapevano? Quelli non

c'avevano nemmeno l'elastico delle mutande, dovevano sapere cosa faceva l'amianto. Certo, qualcuno però si era

l'amianto. Certo, qualcuno però si era comunque accorto che qualcosa non andasse. Eh, chi? Sempre il nostro caro

andasse. Eh, chi? Sempre il nostro caro amico Plinio, il vecchione primo secolo dopoCrist che scrive che quegli schiavi che lavoravano questa pietra fibrosa si ammalavano più facilmente e avevano una

salute più fragile. Però, oh, non sapeva altro. Quindi, ma la storia che vi

altro. Quindi, ma la storia che vi racconto oggi non parla affatto di una piccola svista ed è una storia decisamente più recente. Oggi vi parlo di una rete di menzogne e decenni di propaganda per nascondere la

pericolosità di un materiale che abbiamo usato talmente tanto che ancora oggi ci troviamo sotto al culo, letteralmente.

Oggi vi racconto dell'amianto, rigorosamente come solo a noi piace fare male. Ma prima di gettarci

male. Ma prima di gettarci sull'argomento, una piccola pausa col nostro sponsor. Nelle puntate

nostro sponsor. Nelle puntate precedenti, dopo un'estenuante lotta, Dodò ha avuto la meglio e riconquistato il trono di Star dello sponsor, mentre l'usurpatore Totò è rimasto solo un

pupazzo in fiamme. Stiamo a vedere di che colore sarà la fumata, signori, stiamo per assistere a un evento storico. Sì, la fumata è bianca. È

storico. Sì, la fumata è bianca. È

bianca, gente. Abbiamo un vincitore.

Oddio, non sto più nella pelle. Che

odore strano, però >> lodatemi. Ho esseri inferiori. Bra.

>> lodatemi. Ho esseri inferiori. Bra.

>> Sta parlando, sta parlando, ma è lontano 10 km.

>> Riconosciamo essere Dodò, credo, la nuova e non più ex star dello sponsor.

Ma non sappiamo che stia dicendo. Ehi,

Sire, eh, sei troppo lontano, non ti sentono. Fammi la megafono, oh mio

sentono. Fammi la megafono, oh mio famiglio.

>> Prova, prova. Mi sentite?

Mi sentite?

Ho portato le nuove tavole dei comandamenti. Regola numero uno. Addio

comandamenti. Regola numero uno. Addio

ser.

>> Niente, abbiamo perso il segnale e sta finendo il tempo dello sponsor.

>> Ma porca [ __ ] quella [ __ ] maledetta str Ma [ __ ] Ti ammazzo cane. Sto perdendo la

pazienza. Devo usare il mio rinnovato

pazienza. Devo usare il mio rinnovato potere. Lo faccio, eh? Lo faccio.

potere. Lo faccio, eh? Lo faccio.

Vpn. Sì.

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La storia dell'amianto è una cronaca drammatica in equilibrio tra la promessa di un materiale dei sogni e la conseguente inaudita catastrofe sanitaria globale che ne derivata. Ma

prima di tutto, che cos'è sto amianto?

Quando diciamo amianto non stiamo parlando di un singolo materiale, ma di una famiglia di sei minerali naturali.

Circa il 95% di quello usato al momento, quello commercializzato, è il crisotilo che è di un colore grigio biancastro. Ma

comunque sono tutti silicati, cioè minerali fatti soprattutto di silicio e ossigeno, gli stessi ingredienti di sabbia, quarzo, rocce comunissime per intenderci. La differenza però è che in

intenderci. La differenza però è che in certe condizioni molto particolari questi minerali vengono ricucinati sotto terra, non servono temperature infernali o pressioni mostruose. Basta acqua calda

idrotermale, poca pressione e tempo geologico, un botto di tempo. In questo

ambiente idrotermale le strutture cristalline si deformano e crescono come fibre sottilissime, invece che crescere come cristalli belli compatti. È in quel momento che un normale silicato diventa

amianto. Tipicamente la struttura

amianto. Tipicamente la struttura microscopica è formata da singole fibre più lunghe di 5 micromm, molto molto piccole, insomma più piccole di una cellula umana, per intenderci. Questo

materiale, come vi ho detto, era conosciuto fin dall'antichità in Europa e Asia ed è stato per lungo tempo celebrato come minerale magico. Ce lo

dice anche il suo nome, asbestos, che come vi ho detto deriva dal greco e significa inestinguibile o perpetuo.

Certo, il suo nome è esattamente l'opposto di quello che fa, cioè l'hanno chiamata al contrario di quella che è la sua principale proprietà, considerando che sto coso non piglia fuoco manco se oggetti immordor. Perpetuo l'hanno

oggetti immordor. Perpetuo l'hanno chiamato inestinguibile. Comunque è

chiamato inestinguibile. Comunque è versatile, resistente al fuoco, al calore, ai danni chimici ed elettrici e che è un tardigrado. Il minerale

Vincenzo, magia. Gli antichi romani ne fecero uso e persino Marco Polo, di ritorno dai suoi viaggi descrisse un panno indistruttibile tessuto con fibre minerali, perché giustamente se c'erano

fibre qualcuno le tesseva. Ci sta, no? E

diciamo che anche a quel tempo i panni innifughi non erano mica male. Pensa a

quanti trucchi di magia potevi farci.

Lavorare sto materiale comunque non è semplice e quindi coperte di amianto al momento ne abbiamo poche. Peccato, ci

stavano proprio bene nella stanzetta di bambini. Non è che penserete ai bambini.

bambini. Non è che penserete ai bambini.

>> E così arriviamo al 1800. Un certo

cavaliere Aldini, professore di fisica all'Università di Bologna e nipote di Luigi Galvani, si presenta nel 1829 da un testitore di Lione e gli fa una proposta. Non è che mi realizzi dei

proposta. Non è che mi realizzi dei panni di amianto? E ok. Proposta un po' strana, posso dire. Scusa, ma non per farmi i cazzi tuoi, eh, ma che ci devi fare? Ci devo costruire una tuta

fare? Ci devo costruire una tuta antincendio? Ah, eh, bello. E che cazzo

antincendio? Ah, eh, bello. E che cazzo ci devi fare con la tuta antincendio?

Scusa? A che ti serve? Che sei un pompiere, un bombarolo, ci devi fare un film con Tom Cruis. Anzi, sai che c'è?

Non lo voglio sapere. Non mi dire niente che come minimo mi inizia a parlare di Avatar 3 e mi incazzo. Diciamo che

Aldini non è nuovo a questo tipo di iniziative. Da bravo nipote di Galvani

iniziative. Da bravo nipote di Galvani fa un sacco di esperimenti con l'elettricità un po' pazzerelli. Il più

famoso riguarda la tecnica di elettrostimulazione degli arti di defunti eseguita sul criminale George Forster a Newgate a Londra nel 1803. Sì,

avete capito bene. D'altro canto

qualcuno deve pure aver ispirato Mary Shelly nel suo Frankenstein, no? Gli

anni sono quelli. Il New Gate Calendar descrisse così il processo. Alla prima

applicazione del processo al volto, le mascelle del criminale deceduto cominciarono a tremare e i muscoli adiacenti furono orribilmente contorti e un occhio si aprì effettivamente. Nella

parte successiva del processo la mano destra venne sollevata e chiusa a pugno e le gambe e le cosce furono messe in movimento. La mano sollevata e chiusa a

movimento. La mano sollevata e chiusa a pugno del cadavere. Questo pugno in aria chiuso a pugno viene spesso frainteso.

Ecco, prima di trarre conclusioni, qualcuno dia un microfono a quel cadavere.

>> Lì mi ha proprio tirato dalla melma. Comunque non so quanto

dalla melma. Comunque non so quanto fidarmi del New Gate Calendar che era un giornale moralistico che raccoglieva storie, però ci potrebbe anche stare, visto che Aldini non era nuovo a questo tipo di esperimenti. Una volta, ad

esempio, infilò degli elettrodi nella testa di un bue per amore della scienza, diceva lui. Poi ma torniamo a noi.

diceva lui. Poi ma torniamo a noi.

Aldini fa questa proposta al testitore, lui gli fa effettivamente questa tuta e Aldini la esibisce pubblicamente ottenendo il plauso di Michael Farad alla Royal Institution di Londra.

Faradai, avete presente? No, il tizio che costruisce una gabbia di ferro ci si infila dentro e si fa tempestare dei fulmini dimostrando il concetto di induzione elettromagnetica. Quel tizio

induzione elettromagnetica. Quel tizio là. Sebbene le idee di Aldini non sono

là. Sebbene le idee di Aldini non sono immediatamente commercializzabili, la diffusione su larga scala diventa inevitabile, no? Hai fatto una cosa

inevitabile, no? Hai fatto una cosa nuova che è interessante, potrebbe avere delle applicazioni e se ci pensi è una bella svolta. Sai a quanti serve una

bella svolta. Sai a quanti serve una tuta innifuga?

>> Questa è benzina.

La moderna commercializzazione inizia attorno al 1879 con un tizio di nome John Bell. Ciò che però ho trovato

John Bell. Ciò che però ho trovato online sono delle tavole magnifiche che pubblicizzano le sue creazioni con l'amianto. Tra le tante cose Belle

l'amianto. Tra le tante cose Belle introduce guarnizioni di amianto per i motori a vapore e se ci pensi al senso resistevano al calore perfette adottate infatti immediatamente dalla marina

britannica e tedesca. E così l'industria decolla e quindi tutti quanti a prendere questo benedetto amianto da qualche parte ci sarà? No, dov'è che sta? Dove

si trova? Nonostante esistessero

depositi in Italia, nelle Valli di Susa o Aosta, per esempio, la produzione moderna viene guidata dalla scoperta di grandi depositi di Crisotilo, il cosiddetto amianto bianco, il più comune

che si trovi. E dove lo tirano fuori sto Crisotilo? In Quebec, in Canada, dove la

Crisotilo? In Quebec, in Canada, dove la prima miniera commerciale fu aperta circa nel 1878.

A questa seguirono delle miniere in Russia, Sudafrica e Italia. Ok, abbiamo

tirato fuori la materia prima. A questo

punto non resta che lavorarla su scala industriale. Voliamo dunque in

industriale. Voliamo dunque in Inghilterra dove due fratelli simpatichelli stanno facendo la storia.

I fratelli Turner fondano la loro attività a Rockdale che nel 1879 diventerà la Turner Brothers Asbestos Company, una delle prime fabbriche nel Regno Unito a tessere l'amianto con

macchinari a motore. Non ho foto dei due fratellini, ma ho questa bella immagine dell'inizio del 1900. La felicità sul volto di queste operaie. L'amianto

diventa essenziale. Isolante per tubi a vapore, turbine, forni e per prevenire la combustione accidentale del carbone delle navi. Insomma, lì dove c'è

delle navi. Insomma, lì dove c'è pericolo di incendio c'è l'amianto, il peggior nemico della torcia umana dei Fantastici 4. No, non sto scherzando,

Fantastici 4. No, non sto scherzando, eh, esiste davvero. L'uomo amianto,

eccolo qua. Non credo che sia durato molto, anche in Italia iniziamo a produrre i nostri prodotti di amianto Doop. Tutto grazie all'austriaco Ludwig

Doop. Tutto grazie all'austriaco Ludwig Atchek. Come cazzo si produce questo?

Atchek. Come cazzo si produce questo?

Hcheek, un nome che ferisce che nel 1901 brevetta il cemento amianto, un materiale che chiamò Etherit.

Vi dice niente. Ecco, sappiate che si chiama così Etherit come riferimento al latino Eternitas. Ho cercato una foto di

latino Eternitas. Ho cercato una foto di sto tizio, purtroppo ho trovato soltanto la sua lapide. Coincidenze? L'ethernit

piace un botto e si presenta sotto forma di lastre e tegole. Insomma, i classici rivestimenti che conosciamo, quelle lastre ondulate che a un certo punto avevano tutti in testa. Ecco, sono state prodotte per la prima volta nel 1933. E

perché in Italia, direte voi, è perché nel 1935 viene prodotto l'Enerit anche dalla ditta Fibronit a Bari e nel 38 in una fabbrica a Napoli. C'è stato anche un grande stabilimento di Ethernit a

Siracusa nel 55 chiuso nel 93. Poi

vabbè Casale Monferrato Torino Reggio e dintorni, un po' ovunque.

L'Italia è fatta di Etherit, ci piaceva un botto e ci avevano investito tanto.

Ecco questo, segnatevelo. Ottima idea di investimento per il futuro.

>> E la lira si impenna. Insomma, tutti lo vogliono, tutti lo cercano sto amianto, ma qualcosa inizia ad andare storto. Già

nel 1898 gli ispettori del lavoro del Regno Unito espressero preoccupazioni.

Lucyan, una delle prime ispettrici, avvertì in un suo report che l'amianto era pericoloso per la salute dei lavoratori. Din descrisse le particelle

lavoratori. Din descrisse le particelle di polvere di amianto come aventi una natura frastagliata, simile al vetro affilato, che causavano lesioni ai bronchi e ai polmoni. Grande Din,

grandissima. Ed è oggi, grazie a lei, che non esiste più l'amianto. Fine del

video.

Ma che Din, come sempre accade, venne ignorata completamente. Shut up bitch.

ignorata completamente. Shut up bitch.

Il primo caso clinico della malattia polmonare causata dall'amianto non fu registrato fino al 1906 quando un certo dottor Montag Murrey riportò il caso di un operaio di barking morto a circa 30

anni per un'insolita fibrosi polmonare.

Questo paziente era l'unico sopravvissuto di un gruppo di 10 uomini che lavoravano nello stesso reparto della medesima fabbrica. La realtà

divenne evidente, vorrei dire innegabile, ma per ora diciamo soltanto evidente, perché fu neg, una testitrice che lavorava a Rockdale.

E che c'è a Rockdale, proprio la Turner Brothers asbestos. Nelly si ammalò nel

Brothers asbestos. Nelly si ammalò nel 1920 e morì 4 anni dopo a soli 33 anni.

L'inchiesta postmortem fu condotta dal dottor William Edmund Cook, il quale testimoniò che le particelle minerali presenti nei polmoni di Nelly erano originate dall'amianto e oltre a ogni

ragionevole dubbio erano la causa primaria della fibrosi polmonare e quindi della morte. Cit. oltre a danno la beffa perché la sua malattia non era riconosciuta come malattia professionale. La Turner Brothers

professionale. La Turner Brothers Asbestos rifiutò di pagare qualsiasi risarcimento o contributo per le spese funerarie, affermando che accettare la responsabilità creerebbe un precedente.

Il corpo di Nelly Kesaw fu sepolto in una tomba senza lapide. Madò, sta storia mi sta devastando. Per fortuna questa volta il caso non fu accantonato e finalmente fece preoccupare qualcuno. La

rilevanza della storia di Nelly Casow fu tale che Cook cogiò ufficialmente il termine asbestosi nel suo articolo del 1927. Ecco, questa è stata la prima

1927. Ecco, questa è stata la prima tessera del domino a cadere ed era destinata a portarsi dietro tutte le altre con calma, con molta calma però.

Un effetto a catena che però ha dato origine a un'indagine parlamentare pubblicata nel 1930 che concluse che la Bestestosi era inequivocabilmente collegata all'inalazione prolungata di

polvere di amianto scritto nero su bianco. Questo portò in un tempo

bianco. Questo portò in un tempo relativamente rapido alle prime normative inglesi specifiche per la gestione del rischio amianto, le Asbestos Industry Regulations del 1931.

E uno dice beh, tutto bene quel che finisce bene, no? Ma ti pare era il 1930? Te lo ripeto, il 1930 e come

1930? Te lo ripeto, il 1930 e come ricorderete abbiamo avuto l'amianto fino a una manciata di anni fa. Com'è

possibile? Beh, adesso tutti sanno quello che rappresenta questo materiale.

Lo sanno le industrie e lo sa persino lo Stato, in questo caso il Regno Unito, eppure la guerra. Eh già, nonostante le regolamentazioni, l'uso dell'amianto aumentò vertiginosamente, soprattutto

durante la Seconda Guerra Mondiale, quando fu considerato una protezione primaria contro gli incendi, specialmente a bordo delle navi. Ma non

solo, le applicazioni dell'amianto, erano tante, erano già tantissime. Vi ho

detto di come venne comunemente persino usato a Hollywood, tanto che sti qua ci ballavano sotto. Ma siete scemi? Negli

ballavano sotto. Ma siete scemi? Negli

anni 30 e 40 i set di Hollywood erano pieni zeppi di amianto e questo perché si usavano fari incandescenti, le scenografie erano fatte spesso di legno o stoffa e i costumi erano per lo più infiammabili e quindi ti serve roba

innifuga, no? Sicuramente per le

innifuga, no? Sicuramente per le strutture, poi per la neve che te lo dico a fa' se gettassi nella roba floccosa che piglia fuoco su una lampada moriamo tutti. E quindi come lo risolvi

moriamo tutti. E quindi come lo risolvi sto problema? L'amianto. Sì, pensaci. Le

sto problema? L'amianto. Sì, pensaci. Le

fibre di amianto sono bianche e leggere, fluttano lentamente, non si fondono come il ghiaccio, non pigliano fuoco. È

perfetto. Muah, facciamoci l'aerosol.

Quella stessa neve di amianto veniva usata anche nelle vetrine natalizie dei negozi, nelle parate, ma anche in giocattoli, phonti oggetti con resistenze e nelle coperte, ovunque,

ovo, era pieno di amianto e mentre la gente ci balla sotto, la ricerca continua. Il legame tra amianto e cancro

continua. Il legame tra amianto e cancro diventa definitivamente chiaro nel 1942.

con questo libro Tumori lavorativi e malattie correlate. Nel libro si

malattie correlate. Nel libro si dichiara che l'amianto causava il cancro ai polmoni. Punto. Niente giri di

ai polmoni. Punto. Niente giri di parole. La relazione fu stabilita

parole. La relazione fu stabilita epidemiologicamente da Richard Doll nel 1955 nel suo studio mortalità da cancro polmonare nei lavoratori dell'amianto.

Non so se ve lo ricordate, ma Doll lo abbiamo già citato in passato nel video sul complotto del tabacco. Fu lui a parlare di mortalità epidemiologica del fumo. Sta sempre in mezzo a dar fastidio

fumo. Sta sempre in mezzo a dar fastidio alle industrie sto qua che vogliono lucrare sulla salute delle persone.

Arriva lui cattivone, dice "No, fermi tutti". Ahah. Che cazzo ti credi di

tutti". Ahah. Che cazzo ti credi di essere? Dol. Comunque Doll concluse che

essere? Dol. Comunque Doll concluse che il cancro ai polmoni era un rischio specifico di certi lavoratori dell'amianto e che il rischio medio per gli uomini esposti per 20 anni o più era

10 volte superiore a quello della popolazione generale. Scacco matto

popolazione generale. Scacco matto industria dell'amianto. Ah no, e mo che

industria dell'amianto. Ah no, e mo che cosa fai? No, e niente, non fai niente

cosa fai? No, e niente, non fai niente perché non ti devi manco preoccupare.

Non basta questo. A quanto pare. C'è

bisogno di un ultimo caso shock. Una

bella scoperta di quelle che fanno male dentro in tutti i sensi. Questa scoperta

avvenne nel 1960 con questo studio.

Ricerca che identificò il mesotelioma pleurico diffuso, un tumore raro fortemente correlato all'esposizione all'amianto. Vabbè, che c'è di nuovo?

all'amianto. Vabbè, che c'è di nuovo?

Eh, è tanto fino a questo momento la gente se n'è sbattuta perché perché lo studio precedente diceva che fino a quando non lavori in una fabbrica di amianto stai a posto che te ne fotte a te. E l'essere umano è fatto così. Se

te. E l'essere umano è fatto così. Se

non è un problema mio, sti cazzi.

>> A sto punto la benzina è aumentata ancora. A me che cazzo me ne frega a me?

ancora. A me che cazzo me ne frega a me?

Io c'ho il diesel.

>> Certo, poverini quelli che devono lavorarci con l'amianto, eh. Poverini.

Ma vabbè, eh, che devi fare? La vita è dura, io ho bisogno del tetto, che devi fare? Ognuno c'ha i suoi problemi.

fare? Ognuno c'ha i suoi problemi.

Daltro canto a me si sono cancellati i dati di Expedition 33. Ho perso 10 ore di salvataggio. Vuoi mettere?

di salvataggio. Vuoi mettere?

Considerate che l'industria dell'amianto mica se ne stava con le mani in mano, eh. Vi ricordate i video che vi ho

eh. Vi ricordate i video che vi ho mostrato all'inizio? Ecco, molti di

mostrato all'inizio? Ecco, molti di quelli sono stati prodotti da enti finanziati da magnati dell'amianto per sparare fake news sulla questione, come la Sbestos Information Commit,

un'organizzazione britannica creata nel 1969 con l'obiettivo di fare propaganda sull'amianto. Non era assolutamente

sull'amianto. Non era assolutamente indipendente, ma sostenuta proprio dall'industria dell'amianto e pensata per gestire il dibattito pubblico sui rischi sanitari legati al suo utilizzo.

Raga, è sempre la stessa storia, sempre la stessa, sembra un copia incolla di quello che vi ho raccontato per il tabacco. A proposito di tabacco, sai la

tabacco. A proposito di tabacco, sai la Kent cosa usava per i filtri delle sigarette? Esatto, proprio l'amianto. Ma

sigarette? Esatto, proprio l'amianto. Ma

sì, a sto punto mettetelo pure nelle sigarette che devi fa'. Questo istituto

ha prodotto un sacco di film propagandistici come questo. E che dice questo video parafrasando dice niente.

Ma sì, laanto potrebbe fare anche male, raga, forse. Ma vuoi mettere i pro? Ah,

raga, forse. Ma vuoi mettere i pro? Ah,

è un materiale miracoloso, ti dico che roba. Poi qualcuno s'ammara. Sì, però

roba. Poi qualcuno s'ammara. Sì, però

quanti so sti qua? Quattro gatti e immigrati, lavoratori delle fabbriche.

Che ti interessa a te? A me no. A te tra Guarda che bello il tetto di Amianto.

Boh. Questo film in particolare faceva parte di una campagna di propaganda per gli Stati Uniti e per il Regno Unito, per contrastare il crescente sentimento pubblico e regolatorio contrario al suo impiego. Perché se tu vuoi mantenere in

impiego. Perché se tu vuoi mantenere in commercio qualcosa, prima di tutto devi convincere la popolazione. Lo studio

degli anni 60 però fa un passo in più, una scoperta sconcertante. Il

mesotelioma poteva venire non solo ai lavoratori dell'industria, ma anche a tutti gli altri, anche a te. Eh, unico

requisito, stare vicino alla. Eh, e mo che fai? Eh, ma qua cambia tutto. Adesso

che fai? Eh, ma qua cambia tutto. Adesso

il problema è anche mio, di consumatore.

>> Non ti permettere mai più, mai più.

>> Anche il periodo di latenza, ovvero l'intervallo di tempo che intercorre tra l'esposizione all'amianto e la comparsa dei primi sintomi, era sorprendente. In

alcuni casi arrivava fino a 40 anni.

Ulteriori ricerche, in particolare una del 1972, chiarirono che la potenza cancerogena dipendeva dalla dimensione e dalla durabilità della fibra. Qualsiasi

fibra respirabile con una lunghezza superiore a 5 micron e un diametro inferiore a 3 micron, se sufficientemente durevole, poteva indurre il cancro. Bene, pietra tombare

sulla questione. Fine. Visto tutti

sulla questione. Fine. Visto tutti

felici, contenti e invece no, mai una gioia vera. Vi faccio notare una cosa e

gioia vera. Vi faccio notare una cosa e tra una cosa e l'altra siamo arrivati agli anni 70. 70. L'insorgenza delle

malattie, come vi avevo già detto, era chiara dagli anni 20 30, dai. Come

minchia ci siamo arrivati agli anni 70?

Beh, solo grazie all'indomabile mene frechismo del dibattito pubblico, ma soprattutto grazie alla propaganda. La

bellezza della Sbestos del 52, una pubblicità per piastrelle di amianto degli anni 50. Ma ti fanno vedere pure come le devi posare. Una lezione

sull'amianto mandato in onda nel 54.

Ho questo film documentario, non so come chiamarlo, che ho saccheggiato per prendere le varie coperture per questo video, pubblicato negli anni 70. E

quando tu riversi una marea di informazioni sulle persone vere e false, la gente inizia a confondersi, non sa più a cosa credere, a cosa no. Mi hanno

detto che non fa bene. D'altro canto c'è ovunque e non è che può essere tanto male se c'è ovunque. No, non si può incolpare così tanto il consumatore sta facendo zapping e si imbatte in un filmato del genere in cui veniva

mostrato uno strato di cemento rinforzato con amianto vecchio di 15 anni e dopo uno nuovo. E il narratore qui dice: >> "Ecco, non sei colpito, ti stai

rifacendo la casa, non lo vuoi pure tu?

Un materiale così pazzesco?" E questa strategia a lungo termine ha funzionato ed è riuscita a rallentare l'indignazione pubblica e fermare gli enti regolatori. Ad esempio, Loscia,

enti regolatori. Ad esempio, Loscia, ente statunitense responsabile della sicurezza e salute sul lavoro, stabilì che l'amianto poteva continuare a essere utilizzato in un'ampia varietà di prodotti di consumo, senza alcun avvertimento riguardo al rischio di

cancro. Daje così. Se c'è una cosa però

cancro. Daje così. Se c'è una cosa però che va detta è che la scienza non si dà mai per vinta perché la scienza è fatta di nerd, bacchettoni rompipalle che non saranno molto bravi a smuovere le masse

o a farsi seguire o ascoltare, ma sanno raccogliere bene i dati e accumularli.

Ci vuole un bel po' di tempo, eh, a volte troppo tempo, però alla fine quando accumuli un sacco di prove scientifiche valide sulla questione la questione non può più essere ignorata. E

così arriviamo ai primi del 2000. Lo

ripeto, i primi del 2000. L'Unione

Europea, ad esempio, ha vietato l'uso dell'amianto solo nel 2005. Anche il

Canada, storico produttore, ha chiuso le sue miniere solo nel 2012 e ne ha bandito l'uso solo nel 2018. Un po'

tardino. Canada che dici? Cioè nel 2017 io potevo ancora costruirmi il tetto di amianto, capito? e l'Italia per una

amianto, capito? e l'Italia per una volta possiamo essere fieri del nostro bel paese perché sorprendentemente siamo stati dei precursori. L'Italia ha messo al bando l'estrazione, l'importazione e

la produzione dal 1992.

Ovviamente la contaminazione di amianto in Italia è continuata per molto molto tempo. In alcune zone continua

tempo. In alcune zone continua tutt'oggi. D'altro canto non è facile

tutt'oggi. D'altro canto non è facile far sparire qualcosa che hai messo tipo ovunque. A Casale Monferrato, dove c'era

ovunque. A Casale Monferrato, dove c'era una fabbrica di Ethernet, come vi ho raccontato prima, lo stabilimento disperdeva la polvere di amianto nell'ambiente circostante, avendo la malattia un periodo di incubazione lunghissimo. I residenti nelle zone

lunghissimo. I residenti nelle zone intorno alla fabbrica, negli anni 80 corrono tutt'oggi rischi per la salute, perché casomai la malattia non si è ancora presentata. Ad esempio, tra il

ancora presentata. Ad esempio, tra il 2009 e il 2011 sono stati registrati 128 nuovi casi di persone ammalate. Nella

provincia di Alessandria si contano circa 1800 morti per esposizione all'amianto e insomma credo che sia chiaro che il problema è tutt'altro che risolto. Tenete presente che quando ero

risolto. Tenete presente che quando ero in Erasmus a Poatier in Francia vivevo in questa strana casa su tre piani con un francese, un tedesco, uno spagnolo e uno svizzero. Non lo so, pare una

uno svizzero. Non lo so, pare una bazzerelletta però era così. Comunque

sotto c'avevamo tipo una cantina, era in realtà uno spazio vuoto dove c'erano le travi, le fondamentali del palazzo, no?

Era una merda, ma era grande, quindi capitava che quando organizzavamo le feste ci mettevamo giù un tavolo, la console, le casse e si trasformava in una discoteca per disagiati. Mo io

quella cantina l'ho frequentata per molte molte ore e che non mi vado ad accorgere un mese prima della partenza che lì nell'angolo lì in quella porticina che non avevo mai visitato, c'era una catasta così di lastre di

amianto proprio pieno. Il giorno dopo sono uscito in strada, inizio a guardarmi intorno e ho felicemente scoperto che quasi tutti i tetti avevano ancora la copertura di amianto e non sono stato molto felice di scoprirlo. Eh

il problema dell'amianto non è quando è integro, eh, il problema si presenta quando viene disturbato. Per assurdo, è meglio a volte lasciarlo lì com'è e non toccare nulla. La rimozione è proprio il

toccare nulla. La rimozione è proprio il momento più pericoloso perché l'amianto non è pericoloso in blocco compatto, ma lo è quando si rompe, si sfibra, si polverizza. È lì che le fibre

polverizza. È lì che le fibre aerodisperse causano danni, dato che so che purtroppo molte case in periferia hanno ancora delle lastre di amianto boh, buttate in giardino. Ascoltate uno

scemo, fatele togliere al più presto, fidatevi, ma chiamate un esperto, per favore. Se ci fosse un qualsiasi

favore. Se ci fosse un qualsiasi problema che ve le va a danneggiare e lì si rischia di fare danni assurdi. Non

levatele da sole, per favore, che le rompete è un casino. Fatele levare da uno che lo sa fare, non a mio cugino.

Solo 62 paesi a livello mondiale hanno messo al bando l'amianto. Grandi

produttori come Russia che rappresenta circa il 50% della produzione globale, Cina, Brasile, Kazakistan, continuano a estrarre e utilizzare masticciamente la miianto tutt'oggi, principalmente per materiali da costruzione o per le

tubature. Alla fine, a quanto pare,

tubature. Alla fine, a quanto pare, resta il modo più economico per fornire acqua potabile e smaltire le acque reflue nei paesi in via di sviluppo. Nei

paesi che hanno imposto il divieto, l'amianto rimane un'eredità tossica, ficcato ancora nelle case, scuole, ospedali. Vi ho fatto vedere all'inizio

ospedali. Vi ho fatto vedere all'inizio quanto amianto è stato trovato sotto terra vicino a Torino. Era praticamente

l'altro ieri. Eh, dunque sì, l'amianto brutto, cattivo, ma fin quando non mettiamo in pratica per bene le leggi per smaltirlo completamente, non risolviamo la questione, anche perché ancora oggi l'amianto è tra i

cancerogeni più importanti ed è associato anche al cancro alla laringe dell'ovaio con evidenza che suggeriscono anche il cancro della faringe, dello stomaco, del colonto, insomma tutta roba che preferirei non avere. Nel rapporto

rifiuti speciali dell'ISPLA del 2025 viene indicato che il quantitativo di rifiuti prodotti in Italia contenenti amianto è di circa 240.000 tonnellate annue. Oh, son un botto.

tonnellate annue. Oh, son un botto.

Quante cazzo ne abbiamo prodotto? Beh,

vorrei darvi una conclusione migliore, ma il male cosmico credo che sia un buon modo per iniziare una settimana al meglio, non trovate? No, manco io. Ormai

è troppo tardi. Grande! Noi ci rivediamo la settimana prossima, come sempre alle 14:00 con qualcosa di decisamente più leggero e cattivo, credo. Fate i bravi.

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